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Michael Andreas Helmuth Ende

Michael Andreas Helmuth Ende (Garmisch-Partenkirchen, 12 novembre 1929 – Stoccarda, 29 agosto 1995) è stato uno scrittore tedesco universalmente noto soprattutto per i romanzi Momo e La storia infinita.

Il padre di Michael, il pittore surrealista Edgar Ende, aveva un’attività artistica inizialmente ben avviata, che però incontrò nel corso degli anni ’30 diverse difficoltà, a causa dell’imporsi del regime nazista, finché, nel 1936, fu costretto a sospendere qualunque esposizione. L’anno successivo tutte le sue opere furono confiscate dalle autorità in quanto “arte decadente”. 

Michael scrisse opere teatrali e recitò in ruoli secondari, senza tuttavia ottenere grande riscontro.

Nel 1951 conobbe Ingeborg Hoffmann, che in seguito diventò sua moglie. 

Il suo primo lavoro come scrittore arriva nel 1958, con il lancio del suo libro, Le avventure di Jim Bottone, che venne tuttavia rifiutato dall’editore cui lo spedì. Due anni dopo, nel 1960, riuscì a ottenere la pubblicazione dall’editore Tienemanns. Il successo del libro, primo premio nel 1961 per la letteratura per l’infanzia, permise a Michael di ottenere la stabilità economica. Nel 1964 si sposò a Roma con Ingeborg Hoffmann. Continuò a lavorare per il teatro, sinché, nel 1971, si spostò a Genzano di Roma. Erano questi gli anni in cui lavorava a Momo, che completò nel 1972. Tienemanns accettò di pubblicarlo dopo alcune esitazioni. L’edizione del libro era accompagnata da illustrazioni dello stesso autore. Nel 1974 il libro ricevette un premio tra la letteratura per adolescenti. Nel 1979 completò e pubblicò La storia infinita. L’enorme successo del libro e la gran quantità di premi ricevuti, con una conseguente riscoperta di Momo da parte di pubblico e critica, portarono a Michael grande notorietà, la quale, tuttavia, risultò troppo pesante per l’autore, che ne risentì fisicamente e mentalmente.

Nel 1982 firmò il contratto per la versione cinematografica de La storia infinita. Apprese però solo in seguito delle enormi modifiche che produzione e regista volevano apportare alla storia, quando ormai era troppo tardi per opporsi.

Ne La Storia Infinita Il personaggio di Morla, la tartaruga gigante da cui si reca Atreiu (il protagonista guerriero della Storia Infinita) gli è stato ispirato da Montegiove, il colle Genzanese su cui si affacciava la finestra della sua camera da letto. 

Ende, infatti, visse a Genzano dal 1971 al 1985, in un villino proprio in via Monte Giove, sulla stessa strada e a poche centinaia di metri in linea d’aria dalla residenza di un altro mostro sacro della cultura tedesca del ‘900: René Gustav Hocke.

Lì scriveva di notte suoi romanzi, amava curare le sue piante e da buon tedesco amava la birra e non disdegnava le baldorie quando i suoi amici dalla Germania lo venivano a trovare. Antinazista, rifiutò la divisa tedesca, entrò in un’associazione antinazista e si dedicò allo studio delle arti e della scrittura.

Decise di tornare in Germania nel 1985, subito dopo la morte dell’amata moglie. Morì dieci anni dopo, nel 1995. 

Ende considerava come una seconda casa Genzano ed in generale l’Italia.  

I genzanesi hanno sempre apprezzato e sono sicuramente grati ad Ende per aver scelto Genzano come posto in cui vivere in Italia. Uno scrittore di notevole qualità che ha arricchito la letteratura.